Fare un vino


A volte insieme al vino crescono le persone che lo fanno; è una sorta di maturazione parallela che porta a consolidare alcuni punti fermi. Il vino che versiamo nel bicchiere è il risultato della combinazione del pensiero dell’uomo con l’ambiente naturale. I cardini del pensiero del produttore di vino possono derivare da una dottrina, da una scuola, da una tradizione o da un pregiudizio; sicuramente derivano da una cultura. E più questa cultura sarà complessa, aperta e ricettiva, più i risultati saranno esaltanti.

Metodo Luretta Quando una concezione quasi utopica dell’idea di vino, da perseguire a prescindere dalle condizioni, si incontra con un approccio pragmatico che sceglie la strada più adatta senza timore di sbagliare, succede che un sogno si possa avverare. Da più di trent’anni Luretta alleva le viti e produce il vino con un’impostazione inedita nella zona, che unisce diverse culture enologiche in una sintesi in continua evoluzione; reinterpretare il territorio è l’unico modo per tentare di avvicinarsi a quell’idea di vino.


Il metodo


L’esperienza ci ha insegnato che le condizioni naturali di crescita e sviluppo delle piante ne diminuiscono la produzione in quantità ma la rendono di qualità superiore. Per questo lasciamo incolto per tre anni il terreno in cui viene impiantata la vite, per darle la forza derivante dalla necessità di nutrirsi in una situazione competitiva con la vegetazione circostante. La totale assenza di concime e di irrigazione evitano che la pianta rimanga in superficie e fanno si che le radici si sviluppino verso il basso per trovare l’acqua. Il frutto di una pianta che non viene stressata per aumentare la produzione di uva è imperfetto, gli acini sul grappolo sono radi e più piccoli. Il vento si insinua negli spazi del grappolo spargolo evitando la formazione di muffe e parassiti e il conseguente utilizzo di prodotti chimici sistemici. Gli unici interventi dell’uomo sulle piante, riguardano la profilassi anti-parassitaria con zolfo e rame, trattamenti esterni che non si combinano con il frutto e non arrivano nel bicchiere.

Castello Momeliano Il metodo naturale, non inquina e non consuma acqua. Se normalmente si possono ottenere 120 q.li per ettaro, i vigneti Luretta ne producono 60. Non diminuisce il numero di piante per ettaro ma il numero di grappoli per pianta. Si potrebbe dire che ogni pianta produce una bottiglia. Da queste scelte severe e pragmatiche deriva il rispetto dei criteri dell’agricoltura biologica che viene sottoposto al controllo periodico dell’ICEA/AIAB (Associazione Italiana Agricoltura biologica) cod. oper. H821. I vini trascorrono il periodo di affinamento e invecchiamento in barriques di rovere di Allier nelle cantine del castello di Momeliano, in un ambiente vocato alla strutturazione del vino. I nostri metodi di vinificazione non sono rigidi, si adattano alle caratteristiche delle diverse annate.