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Boccadirosa

Intenso, aromatico e floreale

L’icona dei Colli Piacentini riempie il naso con un’esplosione di fiori bianchi e erbe mediterranee. Un bianco come pochi: è la nostra Malvasia Aromatica di Candia.

Soffio di Primavera

La calma dopo la tempesta. Trasportata dal vento ormai secoli fa, la Malvasia Aromatica di Candia racconta con delicatezza un passato irrequieto. Siamo tutti fatti in modo diverso: aspetto, carattere, gusti e intuizioni. Sono questi tratti che ci rendono speciali, unici. Ma cos’è che ci rende chi siamo? Nel caso della Malvasia Aromatica di Candia sono centinaia di anni di viaggi, migliaia di chilometri percorsi in balia del vento, incontri accidentali di personaggi opposti.
Il vitigno simbolo dei Colli Piacentini viene, in realtà, dal Peloponneso. O almeno così dice la leggenda. Conoscere i dettagli della sua storia non è così importante. Ci basta sapere che questo vino, radicato nella nostra regione ormai secoli fa, è un bianco sfaccettato che porta con sé una varietà di sapori. L’aroma delle erbe dal mediterraneo si combina alla spontaneità del sambuco e alla dolcezza dei fiori bianchi, andando a formare una bevanda piena di corpo senza eguali.

carattere

Luretta propone una versione inusuale della Malvasia Aromatica di Candia: invece che leggero e frizzante, fermo e intenso. Questo è il solo modo per rispettare il carattere ricco di questo vitigno così particolare. L’uva tipica dei Colli Piacentini, maturata al sole per offrire un vino dai sentori sfaccettati, che variano dai fiori bianchi dolci alle erbe mediterranee.

Annate

2018 – Magnum

Abbinamenti
Pesce, Primi piatti, Salumi-Antipasti
Uvaggi
Malvasia aromatica di Candia
Freschezza
Floreale
Tipicità
Sapidità
Mediterraneo
Acidità
Fiori bianchi

Possedeva la qualità che personalmente più ammiro negli altri: la voglia di vivere.

– La versione di Barney,  Mordecai Richler

storia

Sono stati i mercanti della Repubblica di Venezia ad aver portato la Malvasia Aromatica di Candia in Italia dalla Grecia. Tra questi il più famoso è probabilmente Pietro Querini, senatore della Repubblica, che il 25 aprile 1431 salpò da Candia per raggiungere le Fiandre con un carico di spezie, tessuti e ben 800 barili di Malvasia Aromatica. In seguito a ripetute tempeste, Querini perse il controllo della sua imbarcazione e venne trasportato dalla corrente per settimane. L’equipaggio toccò terra nove mesi dopo, quando arrivò nell’arcipelago delle Lofoten, in Norvegia.

Nonostante le disavventure dei commercianti, la Malvasia riuscì a stabilirsi nell’odierno nord Italia, diventando uno dei vini più rinomati della zona grazie al suo aroma potente e inimitabile. Nel 2000 vi erano 30.000 ettari di Malvasia in Italia, ma 15 anni dopo l’estensione si era ridotta a soli 9.000 ettari. È un vitigno di nicchia, coltivato da poche cantine specializzate. La Malvasia è spesso prodotta in versione dolce o frizzante. Ma secondo Luretta questo metodo tradizionale non riusciva ad esaltare tutte le potenzialità di un’uva così ricca e intensa. Per questo, dal 1992, produciamo Boccadirosa, un bianco fermo unico nel suo genere, che da trent’anni non subisce modifiche. Perché? Non ce n’è bisogno.

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